OSL006

I Magazzini

Porcile

di Pier Paolo Pasolini

Opuscoli Sandro Lombardi 6
Marzo 1994
24 x 17 cm
63 pagine
11 euro

Stampato in cinquecento esemplari presso la Tipolitografia La Grafica.

Copione di Pier Paolo Pasolini. Interventi e testi di Giovanni Testori, Giovanni Agosti, Federico Tiezzi, Sandro Lombardi, Gianfranco Contini. Cronologia pasoliniana. Un disegno di Giorgio Bertelli.

Fondato nel 1972 a Firenze con il nome di Carrozzone, il gruppo teatrale di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi si è segnalato sin dai suoi esordi come una delle realtà più interessanti e innovative nel panorama italiano ed europeo. Attraverso svariate metamorfosi (Magazzini Criminali, Compagnia Teatrale I Magazzini), la compagine fiorentina ha assunto nel 2001 il nome di Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Pur recuperando una simbologia classica, desunta da Grosz e da Brecht, nella evidente metafora "società borghese=porcile", tuttavia Pasolini rompe la schematicità di tale simbolismo, arricchendolo e articolandolo in ambiguità. Infatti, quella che può essere considerata la più atroce e lucida metafora di una rivolta dei figli contro la soffocante società dei padri, coincide e si sovrappone alla pasoliniana polemica contro la rottura della tradizione che fa i figli uguali ai padri. Ed è proprio questa presenza di elementi contrastanti a conferire all’opera quella ricchezza tematica che fu inizialmente scambiata per contraddittorietà o confusione ideologica. Causticamente modellato sugli schemi del teatro borghese, il dramma riprende gli ambienti e le atmosfere di Teorema. Siamo nel pieno di quella fase "ermetica" ed "elitaria" che poi venne abbandonata, con la cosiddetta "trilogia della vita" (Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una notte), a favore di una espressività dichiaratamente più accessibile e popolare. In Porcile si possono già cogliere elementi di quella incipiente apertura: nella limpida linearità con cui si snoda la vicenda, fatta di comicità grottesca, di chiarezza evidente fino alla trasparenza nelle simbologie; nella estrosità visionaria del linguaggio; nella levità mozartiana con cui vengono trattati anche gli argomenti più efferati.

Sandro Lombardi

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