OSL026

Compagnia Sandro Lombardi

Un amore di Swann

di Marcel Proust

Opuscoli Sandro Lombardi 26
Maggio 2012
24 x 17 cm
67 pagine
11 euro

Stampato in cinquecento esemplari presso Grafiche Artigianelli di Brescia.

Riduzione teatrale e traduzione da Marcel Proust di Giovanni Raboni. Interventi e testi di Federico Tiezzi, Fabrizio Sinisi, Sandro Lombardi. Sedici ritratti fotografici d’epoca di Paul Nadar.

Fondato nel 1972 a Firenze con il nome di Carrozzone, il gruppo teatrale di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi si è segnalato sin dai suoi esordi come una delle realtà più interessanti e innovative nel panorama italiano ed europeo. Attraverso svariate metamorfosi (Magazzini Criminali, Compagnia Teatrale I Magazzini), la compagine fiorentina ha assunto nel 2001 il nome di Compagnia Lombardi-Tiezzi.

In Proust, per una sua paradossale e personalissima peculiarità, l'orizzonte del racconto non sta mai nei fatti, ma nella dimensione del tempo in cui i fatti - il racconto stesso - si collocano: quasi, si potrebbe dire, loro malgrado. Il dramma di Swann è infatti quello di perdere - o comunque di tenere in costante stato d’incertezza - il senso del presente. Tutto ciò che vive e prova, ogni gesto e parola ed emozione e conquista esiste solo nel qui e ora, nel sentire di questo momento. Pertanto anche l’evento più sconvolgente non ottiene alcuna garanzia di permanenza; anzi: ogni attimo, e in particolare ogni attimo di godimento e di felicità, vive nell'imminenza di un tempo che lo trasforma e annichila, lo rende in qualche modo altro. Quest’infinita agitazione cui ogni cosa è soggetta è pressoché impenetrabile, e qui il circolo sembrerebbe già tragicamente chiuso. Non fosse però che nulla, nell’universo proustiano, smette mai un secondo di conservare qualcosa come una nostalgia, un’aspirazione all’eternità che rimane perennemente insoluta. Ne consegue una malinconia profonda anche nei momenti di gioia apparentemente perfetta; quel particolare timbro emotivo che la parola proustiana porta in sé quasi come propria cifra distintiva, e che proviene - in realtà - da un proprio intimo, interno fallimento: quello, appunto, del conservare e preservare la vita, riuscendo invece soltanto a "evocarla".

Fabrizio Sinisi

OSL026