OSL025

Compagnia Sandro Lombardi

I promessi sposi alla prova

di Giovanni Testori

Opuscoli Sandro Lombardi 25
Ottobre 2010
24 x 17 cm
85 pagine
11 euro

Stampato in cinquecento esemplari presso Grafiche Artigianelli di Brescia.

Copione di Giovanni Testori. Due conversazioni di Giovanni Testori con Ezio Raimondi e con Alberto Moravia. Interventi e testi di Paolo Magelli, Mario Martone, Sandro Lombardi, Giovanni Testori, Federico Tiezzi, Gianfranco Contini. Cinque disegni di Renato Guttuso.

Fondato nel 1972 a Firenze con il nome di Carrozzone, il gruppo teatrale di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi si è segnalato sin dai suoi esordi come una delle realtà più interessanti e innovative nel panorama italiano ed europeo. Attraverso svariate metamorfosi (Magazzini Criminali, Compagnia Teatrale I Magazzini), la compagine fiorentina ha assunto nel 2001 il nome di Compagnia Lombardi-Tiezzi.

Su un palcoscenico di fortuna, da supporre in qualche quartiere non proprio "bene" di Milano, un Maestro all’antica, si affanna a far interpretare a un gruppo di attori scalcagnati nientemeno che il capolavoro di Manzoni. Così iniziano I promessi sposi alla prova, testo con cui nel 1984 Giovanni Testori, dopo le riscritture da Shakespeare e Sofocle, approda a questo traguardo. Interesse principale dell’autore è quello di fare del romanzo uno "specchio" in cui riflettere i suoi "anni tribolatissimi" che, a ben vedere, sono anche i nostri. Quante pesti ci affliggono! Quella del degrado ambientale, dell’indurimento dei cuori, dell’omologazione delle coscienze, dell’allontanamento graduale dalla realtà, dell’incapacità di vedere la trasformabilità della società. Soprattutto la peste della chiusura alla diversità, alla comunicazione, al mondo, all’amore. Ed è al desiderio di aprire gli occhi sulla realtà, che gli interventi testoriani si appigliano per dissezionare i nuclei narrativi originari e ricomporli in parabole insieme sceniche e morali.
A differenza delle reinvenzioni scespiriane, sin dal titolo segnalate da una deformazione linguistica (L’Ambleto, Macbetto), in questo caso resta intatta, quasi fosse intangibile, la formula manzoniana; vi si aggiunge solo la specificazione: "alla prova". In queste due parole sta non solo l’indicazione che il romanzo verrà spinto nel teatro; ma anche l’immensa portata dell’intera opera, e forse dell’intera vita, di Testori: la verifica dei propri amori, delle passioni umane e culturali: "mettere alla prova"...

Sandro Lombardi

OSL025