PSG022
Damiano Abeni

Caos, Pendole, Cocomeri

40 anni di collaborazioni

Passaggi 22
Giugno 2013
17 x 12 cm
77 pagine
ISBN 9788898003051
13 euro

Di questo volumetto sono stati ultimati presso la tipografia Grafiche Artigianelli quattrocento esemplari, settanta (50+XX) dei quali contengono, fuori testo, un punzone di Giulia Napoleone, stampato a mano con torchio calcografico su carta Hahnemühle nella stamperia Il Bulino di Roma.

Nota di Massimo Gezzi. Poesie di Walt Whitman, Emily Dickinson, Wallace Stevens, Aldous Huxley, e. e. cummings, Theodore Roethke, Elizabeth Bishop, Randall Jarrell, Weldon Kees, Robert Lowell, Lawrence Ferlinghetti, Amy Clampitt, Richard Wilbur, Jack Kerouac, Anthony Hecht, Donald Justice, Kenneth Koch, James Merrill, Frank O’Hara, W. D. Snodgrass, John Ashbery, W. S. Merwin, James Wright, Gary Snyder, Geoffrey Hill, Mark Strand, Charles Wright, C. K. Williams, Charles Simic, Frank Bidart, Michael Egan, Robert Hass, Marilyn Hacker, James Tate, Richard Kenney, Carolyn Forché, Kim Addonizio, Mary Jo Salter, Joseph Harrison, Jorge Esquinca, Greg Williamson, Rustum Kozain, Ben Lerner, Chloe Haralambous-Howe, Moira Egan, Damiano Abeni.

Damiano Abeni (Brescia, 1956) ha pubblicato oltre cinquanta libri tradotti dall’inglese, e collabora con diverse case editrici e riviste letterarie. È tra i redattori di Nuovi Argomenti e della rivista online Le Parole e Le Cose.
Ha ricevuto una fellowship del Liguria Study Center for the Arts and Humanities (Bogliasco Foundation, 2008) e una delle Rockfeller Foundation Fellowship (Bellagio, 2010). Nel 2009 è stato Director’s Guest presso il Civitella Ranieri Center. È cittadino onorario per meriti culturali di Tucson, Arizona, e di Baltimore, Maryland.

Pensando alla quarantennale attività di traduttore di Damiano Abeni, che questo libro celebra e festeggia, mi viene in mente proprio questo: che l’epidemiologo con la passione per la poesia americana, sbocciata grazie a una borsa di studio che nel 1973, dai banchi del ginnasio, lo catapultò per la prima volta in America, rappresenta per noi una sorta di sensibilissimo e insostituibile radar di quanto di meglio si è prodotto in versi negli Stati Uniti negli ultimi cinquant’anni. Non esito a sostenere che Damiano è un poeta: non solo per i suoi versi clandestini, che un giorno riveleremo al mondo (per ora si può leggere il Prologo che chiude questo libro, con un finale da epigrafe), ma anche, propriamente, per la cura e la sensibilità con cui traduce e riscrive i suoi poeti facendoli diventare misteriosamente nostri, senza per questo annullarne la differenza vitale, la distanza che ci separa da loro e che costituisce il motivo per cui li sentiamo così necessari e irrinunciabili.

Massimo Gezzi

PSG022
Giulia Napoleone

Punzone
230 x 330 mm
50 esemplari firmati e numerati da 1/50 a 50/50, 20 da I/XX a XX/XX