
fuori collana 105
Febbraio 2026
17 x 12 cm
39 pagine
11 euro
Di questo volumetto sono stati ultimati presso la tipografia Graficasette duecento esemplari, dieci dei quali sono accompagnati da unopera in terracotta di Anna Morabito.
Daniele Gorret nasce ad Aosta nel 1951.
Esordisce come narratore nel 1984 con Sopra campagne e acque (Guanda) che sarà seguito da una quindicina di testi in prosa.
Nel 2003 pubblica il suo primo libro in versi: Ballata dei tredici mesi (Garzanti) che sarà seguito da numerosi testi fra cui Che volto hanno (LietoColle, 2011), Quaranta citazioni per Anselmo Secòs (LietoColle, 2015), Carni (peQuod, 2021), Raccolta degli elogi (L«46;Arcolaio, 2022), Dalla vita (Ronzani, 2023), Reliquie (Einaudi, 2023), Le dodici imprese di poeta in vita (MC Edizioni, 2024), Conversari con gatto Puffi (peQuod, 2025), Il leopardino (Ronzani, 2025).
Suoi racconti sono compresi nelle antologie Narratori delle riserve (Feltrinelli, 1992) e Racconti italiani del Novecento (Meridiani Mondadori, 2001).
Un uomo esce di casa per lestremo brevissimo viaggio, quello che lo condurrà alla quiete della propria tomba.
Ma alla vita comunemente intesa questuomo si è sottratto già da anni. Da tempo conosce le sue pene: con sempre maggiore fatica comprende la sedicente realtà o ciò che agli altri (ai sani) appare come tale.
Luomo, Ermanno Griò, vive in un mondo in cui tutto prerennemente sattorciglia, si stringe e si dilata come giocando a farsi e a disfarsi, e Bene e Male si scambiano rapidissimi le parti.
In questo suo stato (di strambo estremo o di demente o folle) Ermanno è già morto da tempo a logica e a comunità che si pretende umana. È in un suo aldilà fatto a dismisura, fatto di vuoti e fatto di pieni inediti e compressi. Una sola creatura ancora pare in grado di sentire e comprendere Griò: questo è Lillo, il suo cane, compagno di una vita, vicino alle ore tremende e nuovissime di adesso in cui tutto si sdoppia, tutto sattorciglia, tutto si dispone per la prossima antivita.
Ciò che anima Ermanno ed anima il suo Lillo è forza nuovissima ed antica: è forza chiamata fedeltà, spinta della vita e spinta della morte, mancanza di calcolo, potenza.
Non a caso nella stanza in cui Ermanno si consuma è conservato un ritratto di Leopardi che per lautore è depositario di verità, terribile forza, resistenza.